Nel panorama della monta western italiana, il circuito Performance Veneto di Fitetrec-Ante si è ritagliato negli ultimi anni uno spazio sempre più riconoscibile, sia per numeri sia per qualità del lavoro svolto sul territorio.
Non solo un calendario di gare, ma un percorso tecnico e formativo che coinvolge centri ippici, istruttori e binomi lungo tutta la stagione, fino alla selezione per le finali nazionali.
A raccontarci struttura, obiettivi e significato di questo progetto è il dottor Enrico Guarda, Responsabile Performance Veneto, con cui abbiamo provato a mettere a fuoco cosa c’è davvero dietro le Performance: organizzazione, crescita sportiva e — soprattutto — relazione tra cavallo e cavaliere.
Dottor Guarda, spesso si parla di Performance Veneto come di qualcosa che va oltre il semplice circuito di gare. Che cos’è davvero?
“Performance Veneto è un circuito sportivo, certo, ma prima di tutto è un percorso di crescita. Non è solo una successione di tappe, ma un sistema che accompagna cavalli e cavalieri durante tutta la stagione. È anche il campionato regionale di riferimento per la Monta Western, e rappresenta uno dei circuiti più partecipati e strutturati a livello nazionale”.
Nel vostro comunicato si parla di “dialogo invisibile” tra cavallo e cavaliere. È un’immagine suggestiva, ma concretamente cosa significa?
“Significa lavorare su un’intesa che non è fatta solo di tecnica. Prima della gara c’è un momento in cui il binomio si concentra, si ascolta: è lì che si costruisce la qualità del lavoro in campo. La monta western, in particolare, richiede precisione ma anche grande sensibilità. Il cavallo non esegue soltanto: risponde, interpreta, partecipa”.
Il circuito comprende diverse discipline. Quanto è importante questa varietà?
“È fondamentale, perché ogni disciplina mette in evidenza aspetti diversi del binomio. Dal Ranch Pleasure al Trail, dalla Showmanship al Reining, si lavora su versatilità, precisione, gestione degli ostacoli, qualità dei movimenti. Questo permette ai cavalieri di sviluppare competenze complete e ai cavalli di esprimersi in modo equilibrato”.

Performance Veneto è anche una porta di accesso alle finali nazionali: come funziona la selezione?
“I primi cinque classificati di ogni disciplina ottengono la qualificazione alle finali nazionali. È un passaggio importante, perché rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto durante l’intera stagione e offre la possibilità di confrontarsi su un palcoscenico più ampio”.
Parliamo di numeri: che dimensioni ha oggi il circuito?
“Parliamo di oltre 200 binomi coinvolti lungo tutta la stagione. È un dato significativo, che testimonia la crescita della disciplina e il lavoro dei centri ippici del territorio”.
A proposito di centri: quanto pesa il lavoro quotidiano delle strutture nella costruzione di questo progetto?
“È determinante. I centri ippici sono il cuore di Performance Veneto: è lì che si formano i cavalieri, che si costruiscono i binomi, che si trasmettono i valori dello sport. Parliamo di un lavoro quotidiano fatto di pazienza, metodo e attenzione, rivolto sia ai giovani sia agli adulti”.
Quindi non solo sport, ma anche formazione?
“Assolutamente sì. Performance Veneto è anche uno spazio educativo. Insegniamo disciplina, rispetto, collaborazione, ma anche gestione del cavallo e consapevolezza. Ogni ingresso in arena è un momento di crescita, indipendentemente dal livello”.
La stagione entra ora nel vivo: quali saranno i prossimi appuntamenti?
“Le prossime tappe si svolgeranno al Circolo Ippico del Cristallo, a Casale sul Sile, nelle date del 24–25 aprile, 30–31 maggio, 4–5 luglio e 11–12 settembre. Saranno momenti importanti sia dal punto di vista sportivo sia per la vita della comunità equestre”.
Se dovesse riassumere in poche parole il senso della Performance Veneto, quale sarebbe?
“Direi questo: il risultato conta, ma è sempre il frutto di un percorso. La Performance è crescita, relazione e continuità. Le gare sono solo una parte di qualcosa di più ampio”.
Qui il sito Fitetrec-Ante Regione Veneto
























